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Anche Fiorucci ai saluti, da ottobre 2018 due stagioni vissute intensamente

E’ destino che il Tamba non riesca a completare una stagione intera ad Orvieto. Chiamato le prime due volte, una decina di anni fa, nelle ultime giornate per salvare la squadra, arrivato l’annata scorsa ad ottobre, dopo le prime 5 giornate targate Zampagna, questa volta nulla poteva far pensare che finalmente Silvano avesse potuto completare tutte le caselle di una intera stagione sulla panchina dell’Orvietana. Invece qualcosa di imponderabile ha fatto chiudere anticipatamente l’annata calcistica.

Per Fiorucci, tra il campionato 2018/19 e l’attuale si contano quindi 48 panchine consecutive con 16 vittorie, 23 pareggi e appena 9 sconfitte nell’arco dei due tornei, la prima delle quali nemmeno andrebbe contata vista la condizione della squadra appena ereditata. Numeri che hanno fruttato un sesto e un quarto posto, a cui si aggiunga anche una semifinale di Coppa Italia quest’anno.

Silvano Fiorucci, ha deciso quindi di lasciare l’Orvietana. Di seguito il comunicato della società, quindi l’intervista che Silvano ha voluto lasciare al sito ufficiale dell’Orvietana calcio:

COMUNICA STAMPA ORVIETANA CALCIO: Il presidente Roberto Biagioli e tutta l’Orvietana Calcio salutano mister Silvano Fiorucci, uomo, amico e mister come pochi.
Le nostre strade si dividono dopo 2 anni, al termine di una stagione che siamo certi ci avrebbe regalato grosse soddisfazioni. Lo stop causato dal Covid, imprevisto e imprevedibile, ci lascia con l’amaro in bocca. Ci sarebbe piaciuto ripartire insieme, ma siamo consci che le crisi che ci ha colpito tutti ridimensionerà gli obbiettivi per la prossima stagione.
Esempio di correttezza, competenza e professionalità, auguriamo tutto il meglio a mister Fiorucci, per il proseguio della sua carriera.

Le parole di Silvano Fiorucci:

Era una decisione che avevo in mente anche prima di questa situazione, magari avrei atteso l’esito del campionato, chissà che un finale di stagione importante non mi avesse fatto ripensare. Ma dopo lo stop imposto, ho fatto questa scelta, anche perché non sappiamo come si ripartirà ed è giusto quindi che il presidente Biagioli, come tutti i suoi colleghi, abbia mani libere per organizzare la prossima stagione già da ora”.

E’ un peccato che la stagione si sia interrotta sul più bello, avevamo appena vinto contro una delle squadre più forti e ci aspettava la sfida alla capolista, che già avevamo battuto all’andata, chissà se la nostra classifica finale non sarebbe stata migliore dell’attuale quarto posto. E’ proprio destino che ad Orvieto non si riesca a fare una stagione intera, d’altronde l’unico anno, tra gli ultimi, che sono riuscito a stare su una panchina per tutto il campionato è stato a Sansepolcro, quando portai proprio da Orvieto Rovella e Fenucci

Ora bisogna pensare alla salute, è difficile capire cosa accadrà al calcio, non sappiamo nemmeno cosa accadrà nella vita, sarà un’altra vita, non siamo abituati. Ci sono persone che hanno grossi problemi economici, speriamo che si arrivi ad aiutarli altrimenti si rischiano tensioni sociali, poi penseremo anche al calcio. Temo che sia molto difficile ripartire in autunno, forse i dilettanti li rivedremo in campo a gennaio 2021. I giovani poi rischiano che nemmeno possano andare a scuola, quindi che facciamo? Consentiamo loro invece di giocare? non so chi si sentirebbe sicuro. Quando si ricomincerà le società che avranno un vero vantaggio saranno quelle che hanno un forte settore giovanile con tanti elementi del posto. Ci sta il rischio che chiedano ai ragazzi di spogliarsi e prepararsi a casa. Per il resto si parla tanto di aiuti ai dilettanti, ma io ancora non li vedo, se non ci saranno iscrizioni e cartellini gratuiti non so quante società potranno partire”.

E’ la quarta volta che sono ai saluti ad Orvieto e quindi saranno già tutti abituati ai miei ringraziamenti, ma devo ripeterli perché sono meritati e da parte mia sono molto sentiti. L’elenco è lungo dal presidente, all’amministratrice, ai dirigenti della società, passando per i vari ds che si sono succeduti. Il personale che ogni domenica era presente in panchina, chi mi ha accolto in Hotel. Quindi i volontari che operano a tutti i livelli, i tecnici del settore giovanile, l’elenco è lungo non vorrei dimenticare nessuno. Un grazie ai tifosi che ci hanno seguito, alla stampa e alle tante persone conosciute che mi hanno fatto sentire sempre bene a Orvieto”.

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L’Orvietana e Severino Capretti si scambiano “un arrivederci”.

Il comunicato della società e le parole del DS dopo la sofferta decisione.

“L’Orvietana Calcio, a malincuore, saluta e ringrazia il direttore sportivo Severino Capretti, che per questioni personali legate alla gestione dell’attività di famiglia, si vede costretto a riavvicinarsi a casa. Ringraziandolo per la serietà, la correttezza e per quanto di bello siamo riusciti a fare insieme, il presidente Roberto Biagioli e tutto lo staff dell’Orvietana gli fa il più grosso in bocca al lupo per la prossima stagione sui campi laziali, augurando a lui e a noi che questo sia un arrivederci”.

Severino Capretti tiene a ribadire le motivazioni che lo hanno portato a questa scelta:

Voglio ringraziare tutte le persone e i componenti dell’Orvietana, i tifosi, la città, le istituzioni, le testate giornalistiche per quello che abbiamo condiviso insieme. Ci sono stati momenti più o meno facili, ma quello che è più importante oggi è che l’Orvietana, al momento della chiusura forzata, è risultata 4° in classifica, in zona playoff, con numeri importanti, con una semifinale di coppa dove siamo usciti contro chi poi ha vinto il trofeo”.

“E’ stata una stagione ricca di soddisfazioni soprattutto contro le grandi, la capolista ha perso ad Orvieto, anche nell’ultima gara giocata abbiamo battuto davanti al nostro pubblico una delle favorite, il Sansepolcro, e lo abbiamo fatto con merito. Lascio un lavoro importante portato avanti con i tecnici Fiorucci e Ciccone, con i preparatori Massetti e Di Domenico, con il professor Cappelleti, i fisioterapisti Giorgi e De Bellis, uno staff eccezionale che ha sempre venduto cara la pelle per tirare fuori il massimo. Dispiace non aver portato a termine la stagione, che avrebbe potuto regalarci altre gioie, ma nessuno poteva immaginare quanto poi accaduto, una situazione che comporterà problemi economici e anche logistici, basti solo pensare che siamo ancora chiusi nelle nostre regioni”.

“Bisogna quindi riflettere e fermarsi un attimo, lo fanno le società, come le aziende, che devono rivedere i budget, lo facciamo anche noi operatori che dobbiamo pensare alle nostre famiglie. Personalmente ho ricevuto richieste da parte di società di Eccellenza logisticamente favorevoli al mio luogo di residenza, società che peraltro stimo e conosco e che vogliono disputare campionati interessanti. Sono sicuro che questo accadrà anche ad Orvieto perché il presidente Biagioli, tra un mese sarà pronto a riorganizzare la stagione futura, anche se ancora non sappiamo quando e come inizierà. Il mio numero sarà sempre disponibile per l’Orvietana, per il presidente Biagioli, per Massimo Porcari, per tutti quanti lo vorranno”.

“La società ha scritto che questo è un arrivederci, mi lusinga e mi fa piacere e come ho detto a molte persone di Orvieto è un arrivederci anche da parte mia, speriamo che un giorno si possa continuare quello che avevamo cominciato la scorsa estate. Il mio ringraziamento va a tutti, anche a quelli che hanno lavorato nell’ombra, ma sempre intensamente, come autisti, cuochi, accompagnatori e il personale che ci ha sempre fatto trovare tutto pronto. Ringrazio la segreteria e non per ultimo Massimo Pace perché è sempre riuscito a risolvere qualsiasi problematica logistica per ogni allenamento. Credo che questa grande stagione resterà nella nostre menti per tanti anni. Magari appena possibile ci rivedremo prestissimo a Orvieto anche per un aperitivo visto che sono mesi che non ci rincontriamo!”

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Severino Capretti e l’Orvietana al tempo della Quarantena: “Prima la salute, non so se sia giusto ripartire, ma dobbiamo in caso farci trovare pronti”.

Con la premessa che nessuno dimentica la gravità del momento che stiamo vivendo e quanto i comportamenti corretti di ogni singolo individuo siano importanti per ridurre i danni e per sperare che questa situazione duri il minor tempo possibile, proviamo a capire come si sta muovendo l’Orvietana calcio ormai ferma da quella vittoria interna contro il Sansepolcro del 23 febbraio. Ne parliamo con il direttore sportivo Severino Capretti.

Ma insomma voi addetti ai lavori qualche indiscrezione la avete avuta o dalla Lega Dilettanti ancora tutto tace?

“E’ tutto fermo, ad oggi c’è la sospensione alle attività fino al 13 aprile, ma a parer mio lo stop alle attività sarà ulteriormente prolungato. In questo momento non vedo spiragli di grande miglioramento nei numeri covid 19”.

Mettere tutti d’accordo non sarà facile, ci sono posizioni opposte tra chi già vorrebbe pensare alla prossima stagione e considerare ormai annullata questa e chi spera di tornare a giocare per finire i campionati ed emettere i verdettI.

“Credo che la priorità sarà quella di ripartire a livello di vita e di conseguenza con le aziende, le industrie che poi sono i maggiori finanziatori nel calcio. Ma per far questo il covid 19 va sconfitto, ripartire per poi dover ribloccare tutto non ha senso e creerebbe danni irreparabili. Oggi come non mai bisogna vivere alla giornata, migliorare la nostra cultura personale e stare a casa. Poi quando ci saranno le condizioni per ripartire, ci sono gli organi preposti che decideranno. Noi addetti ai lavori, invece di dire la nostra tanto per dire, credo dobbiamo curare la nostra squadra, mantenere il gruppo con la spia accesa. Mi sento solo di dire che oggi chi vuol ripartire ad ogni costo, non ha grande rispetto per tutti quei morti, per medici, infermieri, forze dell’ordine e commessi di supermercati che sono in servizio in un momento così delicato”.

Anche perché ripartire ad ogni costo significa mettere a rischio la salute, se si dovesse ripartire a porte chiuse è come se passasse il messaggio: c’è pericolo per il pubblico, ma non per chi va in campo o si allena.

“Infatti non ha senso. Con la salute non si può rischiare. Credo che si ripartirà solo quando ci saranno le condizioni, prima nessuno se ne prenderà la responsabilità. Anche per rispetto difronte al dolore di tutte quelle famiglie che hanno perso i propri cari”.

Per non parlare dei problemi come il limite 30 giugno, i fuoriquota. Poi come si riparte? Come si troveranno le risorse economiche per il calcio in questo momento?

“Le problematiche saranno molte, ma con il lavoro degli organi preposti si troverà una linea guida. Indubbiamente bisognerà aiutare le aziende e le società, noi non abbiamo tutele contrattuali, anche qui ora è uscito nel decreto il rimborso di 600 €. Insomma il calcio subirà un ridimensionamento. Sarà il momento dove le idee, il lavoro sul campo e di scouting, prevarrà sulle spese folli”.

Quasi una nuova era soprattutto per i dilettanti, ma saranno tutti d’accordo? ci sono società veramente dilettantistiche accanto a società semiprofessionistiche nello stesso campionato

“Credo che le società debbano avere buonsenso, allinearsi alle scelte della LND e poi costruire la propria ripartenza con grande serietà, nel rispetto di noi operatori e ognuna sceglierà il proprio metodo. Oggi è prematuro fare ipotesi”.

E intanto il gruppo dei calciatori come se la sta passando?

“I ragazzi si stanno allenando singolarmente, con la maggior parte di loro c è un filo diretto quotidiano, ci sentiamo con videochiamate. Dal lunedì al venerdì il mister la sera mette il programma di allenamento che il prof. Jacopo Cappelletti prepara. È nostro dovere finché non ci saranno direttive ufficiali, mantenere testa e gambe orientate al campionato. Per rispetto di una maglia che rappresentiamo”.

Al momento quindi l’obiettivo è non farsi trovare impreparati nel caso si dovesse ripartire, altro non si può fare…

“Assolutamente!! Poi noi dello staff cerchiamo sempre di aggiornarci, seguire lezioni telematiche, vedere partite, conoscere, informarsi. Proprio in questi giorni si scherzava col prof. Cappelletti, vedendo gli allenamenti atletici del prof. Carlos Lalin del Totthenam. Insomma siamo attenti a migliorarci”.

Inutile nascondere però che l’ipotesi più probabile è che non si riesca a ripartire a meno che non si giochi in piena estate, ma non so quanto avrebbe senso soprattutto tra i dilettanti, o no?

“Lo ho già ribadito, il campionato se riprenderà sarà comunque falsato. Dopo più di due mesi di stop, si parla di parametri azzerati. La classifica reale di questa stagione a mio modesto parere è questa attuale”.

Dalla società hai avuto qualche rassicurazione per questo finale di annata e per la prossima o inevitabilmente non si può fare alcun discorso, è ancora troppo presto?

“La società è presieduta da una persona di grande spessore professionale e morale, il presidente Biagioli segue l’evoluzione del momento e siamo in continuo contatto. Ma per quello che riguarda il futuro è presto per fare ipotesi”.

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L’Orvietana piange la scomparsa di Vittorio Michelangeli

Il presidente Roberto Biagioli, a nome di tutto il mondo biancorosso, si stringe attorno ai familiari di Vittorio Michelangeli, che per oltre 40 anni ha ricoperto il ruolo di segretario e, per un periodo, anche di amministratore dell’Orvietana calcio.

Scompare all’età di 82 anni un personaggio storico dell’Orvietana calcio. Vittorio Michelangeli, fin dal 1973 quando ha iniziato ad operare all’interno della società, ha sempre amato i colori biancorossi, ne è stato protagonista in prima persona anche nei momenti più difficili, con responsabilità e col suo modo di fare garbato e cordiale che tutti hanno sempre apprezzato.

Vittorio, vera memoria storica dell’Orvietana, sempre aperto ad ogni tipo di collaborazione, è stato prezioso in occasione del centenario della società, nel 2010, per redigere il libro della storia dei primi 100 anni biancorossi, scritto dal giornalista Gabriele Martelloni. Vittorio lascia un vuoto difficilmente colmabile. Lottava da anni contro una malattia.

Se n’è andato in silenzio, lontano dalla città che sentiva sua, distante dal piccolo mondo di amici e dall’Orvietana che, dopo la famiglia, ha sempre avuto un posto d’onore nella sua vita quotidiana. Vittorio Michelangeli è volato in cielo causa un male cattivo, meno misterioso del virus, che aveva condizionato la sua vita nell’ultimo periodo, trascorso vicino alla moglie Liliana, ai due figli, Alessandro e Maria Giulia, ai nipoti. Erano stati proprio Alessandro e Giulia a caldeggiare, qualche anno fa, il trasferimento dei genitori a Tarquinia, residenza di entrambi. Vittorio, per indole e amore verso i ragazzi non si era opposto. Aveva capito quanto fosse necessario, anche se, il suo cuore era rimasto a Orvieto. Dov’era nato, cresciuto con Mario Frustalupi e altri amici sul campo di Via Roma, già con i colori biancorossi impressi sulla pelle. Poi il lavoro nelle imprese impegnate a costruire strutture che avrebbero cambiato il volto e le abitudini delle nostre zone, prima di trovare la sistemazione definitiva nell’ente ospedaliero. Alla ASL aveva relazioni con il pubblico e un indice di gradimento superiore alla media per il modo in cui sapeva gestire i contatti. Per Vittorio questo  non era lavoro, soltanto  la maniera per esternare un’infinità bontà. Che l’ha sempre contraddistinto anche nella vita di tutti i giorni, con il volto sempre sorridente, le sue belle parole, senza mai dimenticare di portare il suo saluto a casa, per quelli che conosceva. Si arrabbiava soltanto la domenica, per i risultati avversi alla sua Orvietana, amata a tal punto da farne, quasi una ragione di vita. Con l’immancabile borsa, zeppa di cartellini, contratti, come pure di conti, era solito far visita ai vari Presidenti, pronti ad ascoltare anche i suoi consigli, disinteressati ma, comunque, diretti a tener lucida l’immagine del club biancorosso. Impeccabile nel ruolo di Segretario, custodiva gelosamente i trofei nella sede sociale, dov’era facile trovarlo tutte le sere, con la partita a biliardo insieme agli amici, prima di passare da Alvaro, in piazza del Popolo, a ritirare la pizza calda per Liliana e i ragazzi. La piazza era un altro dei punti d’incontro, per la chiacchierata con Fernando e Rosanna nella tabaccheria “Capretto” o ritrovarsi con Franco e Fernanda Gianlorenzi, amici da sempre, nel negozio di abbigliamento. Amici dimostratisi tali anche nell’ultimo periodo, con la rimpatriata a Vulci e le loro visite a Tarquinia. In tempi, abbastanza recenti, Vittorio inviò una cartolina illustrata alle persone che, forse, giudicava più affini, zeppa di cordialità. Probabilmente, un rimprovero garbato, per le telefonate sempre più rare. Un mezzo semplice, oggi inusuale, ma con un significato d’amicizia che porteremo sempre nel cuore. Addio Vittorio riposa in pace.

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Orvietana in lutto per la scomparsa dell’ex presidente Carloni

Con immensa tristezza il Presidente dell’Orvietana Calcio, Roberto Biagioli, congiuntamente ad atleti, tecnici e collaboratori della Società, ha appreso la notizia della scomparsa di Emidio Carloni.

Già Presidente dell’USO, in momenti diversi, come ad inizio anni 80, l’imprenditore, fondatore di un marchio famoso nei cinque continenti, aveva tradotto per lo sport le sue geniali intuizioni, il suo modo sul come gestire una Società sportiva con metodi aziendali. Sua la prefazione nel libro che ricorda i primi 75 anni della storia biancorossa nella quale avevano trovato il giusto spazio anche altre discipline e non solo il calcio. Lo ricordiamo sponsor nel basket, lo rammentiamo spettatore sugli spalti del Muzi ancora per tanto tempo dopo l’uscita dai quadri dirigenziali.
Alla sua famiglia vanno le condoglianze del Presidente e di tutti coloro che, nel corso degli anni, ebbero l’opportunità di collaborare con lui.

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Il cordoglio dell’Orvietana per la scomparsa di Gino Mosconi

Il presidente Roberto Biagioli e l’Orvietana Calcio in ogni sua componente, si unisce al cordoglio della famiglia Mosconi, vicini nel dolore per la scomparsa dell’amico Gino (nella foto by OrvietoSport nel corso di una premiazione).
Vicino all’Orvietana sin dai primi anni della nascita della sua ” Federico Mosconi”, ha orgogliosamente seguito il nipote Filippo su tutti i campi dell’Umbria nello scorso campionato d’eccellenza.
Il tuo ricordo e la tua amicizia resterenno nella storia biancorossa… ti sia lieve la terra, caro Gino.

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Comunicato Ufficiale: stop fino al 3 Aprile, annullata fase nazionale Juniores, nuove date spareggi Eccellenza

Tutte le attività dilettantistiche ferme fino a venerdì 3 aprile. L’Orvietana sceglie programma di allenamenti individuali.

Comunicato Lega Nazionale Dilettanti:

  • Tutti i campionati dilettantistici, dalla serie D alle categorie giovanili resteranno fermi fino a venerdì 3 aprile.
  • Tutte le sedi della LND restano chiuse fino al 15 marzo per la sanificazione dei locali.
  • Rinviato il Torneo delle Regioni di calcio a cinque (in programma in Veneto dal 3 al 10 aprile).
  • Annullata la fase nazionale del campionato Juniores Regionale. Pertanto, in via straordinaria e per la sola stagione sportiva attuale, tale attività dovrà ritenersi definitivamente conclusa al termine delle Fasi Regionali
  • Rimodulate le date degli spareggi nazionali per le promozione in Serie D tra le seconde (o le vincenti playoff) di Eccellenza (salvo successivi necessari ulteriori provvedimenti): Semifinali: 31 maggio e 3 giugno; finali: 7 giugno e 14 giugno.
  • Termine ultimo in cui i comitati regionali devono comunicare le seconde classificate in Eccellenza (o le vincenti playoff regionali): 25 maggio.

Comunicato Orvietana calcio:

Visto l’evolversi della situazione sulla diffusione del Covid19, e vista la sospensione di tutti i campionati decisa ora dalla LND fino al 3 aprile, da oggi fino a data da destinarsi tutte le attività dell’Orvietana Calcio, compresa prima squadra, verranno sospese. Ai giocatori è già stato personalizzato un programma di allenamento individuale, che svolgeranno in autonomia. Invitando tutti i nostri atleti a rispettare le indicazioni in merito alla prevenzione della diffusione del virus, restiamo a disposizione di tutti per informazioni e chiarimenti.

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Il Comitato Regionale Umbro sospende tutte le attività fino al 15 marzo compreso

L’Orvietana calcio aveva comunque deciso di sospendere le attività in via precauzionale.

Il Comitato Regionale Umbria, tenuto conto dell’evoluzione negativa in relazione al coronavirus Covid 19 resa nota dagli Enti Nazionali e Regionali preposti, preso atto del Decreto emanato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri in data 04 Marzo 2020 e ritenendo necessario dare priorità alla salute di tutti i propri tesserati

D E L I B E R A

la sospensione di tutte le attività regionali e provinciali dilettantistiche e di Settore Giovanile e Scolastico, programmate dal Comitato Regionale Umbria e dalle sue articolazioni periferiche, fino al giorno 15 Marzo 2020.

Se non verrà comunicato diversamente, i campionati siltteranno così di due settimane e l’attitivà dovrebbe riprendere lunedì 16 marzo e le gare successive, fino al 3 aprile, come da disposizione governativa, si giocheranno a porte chiuse.

Se la decisione non verrà cambiata il campionato di Eccellenza, si chiuderebbe domenica 3 maggio anziché domenica 19 aprile.

L’Orvietana Calcio aveva già preso la decisione, prima della comunicazione ufficiale da parte della FIGC, avendo a cuore la salute dei propri ragazzi, tecnici e dirigenti, in via preventiva di SOSPENDERE le attività sportive (allenamenti e partite).

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L’intervista della settimana: Raffaele Cotigni

Il centrocampista orvietano, per il quinto anno protagonista in prima squadra, dà la carica per il rush finale del campionato.

Dopo una settimana di sosta, riparte il campionato con l’Orvietana impegnata a Città di Castello contro la capolista Tiferno. Gara anticipata a sabato. Tutti i verdetti sono ancora da scrivere e ogni partita può ridefinire il finale di stagione. Ne parliamo con Raffaele Cotigni.

 

E’ arrivato il momento decisivo della stagione e l’Orvietana si presenta tra le protagoniste, la sosta è servita o forse era meglio non fermarsi?

“Visto il momento di forma, forse sarebbe stato meglio non fermarsi. La gara contro il Sansepolcro è stata una delle nostre migliori affermazioni e ci ha dato carica, ma ci siamo allenati bene in questo periodo e siamo pronti a ripartire con la voglia di dare il meglio per lottare nelle zone alte della classifica”.

Uno dei punti di forza di questa squadra è la rosa più numerosa rispetto alle scorse stagioni, spesso infatti Fiorucci ha vinto partite pescando dalla panchina, ma per voi calciatori vuol dire meno certezza del posto da titolare, è un aspetto che ti pesa?

“Io penso che la concorrenza faccia sempre bene, devi avere massima concentrazione e attenzione ai dettagli, ovvio che giocare di meno un po’ dispiace, ma avere la rosa ampia è appunto un punto di forza, è ciò che ci consente di essere tra i protagonisti e quindi di vivere una stagione con maggiori soddisfazioni ed emozioni”.

Sei stato in campo sia nella bella vittoria contro il Sansepolcro, sia nella inattesa sconfitta ad Ellera, ma come ti spieghi questa differenza di prestazioni nel giro di pochi giorni?

“E’ una questione di motivazioni, forse ad Ellera abbiamo un po’ preso sottogamba la partita, anche se eravamo partiti bene, siamo anche stati poco fortunati nel primo tempo. Invece con il Sansepolcro gli stimoli non sono mancati, il gruppo è stato unito tutta la settimana con la voglia di rifarci e i risultati si sono visti”.

A proposito di stimoli, sabato si va a giocare contro la capolista, già battuta all’andata, una gara che potrebbe aprire nuovi orizzonti per il finale di stagione

“Stiamo cercando di marciare uniti come prima della gara contro il Sansepolcro, avremo di fronte un avversario forte, ma anche la possibilità di fare un bel balzo in classifica. Servirà determinazione, ma non ci manca. Comunque andranno le cose, il finale di stagione sarà lo stesso molto impegnativo ed interessante”.

 

E’ la tua prima stagione da senior, forse è ancora presto per un bilancio, ma che impressioni hai? E quali speranze per il futuro?

“E’ la quinta stagione in prima squadra, la prima da senior. Come dicevo prima un po’ pesa il fatto di indossare meno maglie da titolare, all’inizio questo aspetto mi aveva tolto qualche certezza, ma ora con personalità ne sto venendo fuori. Anche perché lavorando a Orvieto mi vedo come calciatore sempre in queste zone anche in futuro. In questi anni sono migliorato tatticamente e nel modo di gestire la palla, questo grazie ai diversi allenatori e ai compagni esperti che ho avuto accanto in queste esperienze. Ho sempre giocato a centrocampo da quando sono in prima squadra, ma nelle giovanili giocavo in attacco, ma mi sono da subito trovato bene e i diversi allenatori che si sono succeduti, mi hanno sempre confermato in quello che ormai è divenuto il mio ruolo”.

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L’intervista della settimana: Junior F. Matuzalem

Il giovane classe 2001 figlio d’arte sogna l’esordio in prima squadra ed è protagonista nella Juniores.

Arrivato a dicembre in maglia biancorossa, Junior Francelino da Silva Matuzalem ha già avuto modo di mettersi in mostra nella formazione Under 19 che lotta per vincere il campionato ed ha collezionato per ora solo panchine in prima squadra. Difensore centrale, figlio del centrocampista brasiliano che ha indossato le maglie, tra le altre, di Parma, Napoli e Lazio, prima di chiudere la carriera all’estero, proviene dal Monterosi.

Nato e cresciuto in una famiglia dove il calcio ha sempre regnato sovrano, non potevi che finire in campo anche tu.

“E’ stato inevitabile, sono nato qui in Italia quando mio padre era a Piacenza, lui mi ha sempre invogliato, seguito ed aiutato, poi ha scelto di andare all’estero, ma quando io ero agli Allievi del Monterosi, ho voluto che tornasse in Italia e venisse nella stessa società dove giocavo”.

E come sei finito all’Orvietana?

“Ho iniziato questa stagione nella Juniores sempre a Monterosi, poi il mio allenatore mi ha detto che c’era l’interesse dell’Orvietana, abbiamo parlato con Severino Capretti e ho accettato il trasferimento lo scorso dicembre. Qui ho trovato un bell’ambiente, mi alleno sia con la prima squadra che con la Juniores, sono due gruppi fantastici, siamo quasi una famiglia. Gli stimoli non mancano visto che entrambe le squadre lottano per il vertice, il mio sogno è di esordire in prima squadra”.

Intanto sei protagonista nell’Under 19, ricordaci il tuo ruolo e come stanno andando le cose

“Io sono un difensore centrale, ma posso giocare anche davanti alla difesa. Nella Juniores le cose vanno bene, ho anche segnato due gol, ho trovato molti amici e andiamo d’accordo anche fuori del campo. Ora arriva un mese decisivo, non possiamo distrarci. Devo dire che ci sono tanti compagni forti nella Juniores e che possono avere un bel futuro”.

Sebbene non sia ancora arrivato l’esordio in prima squadra, fare parte del gruppo di Fiorucci è comunque un’esperienza nuova per te

“E’ la prima volta per me in una formazione principale. Ero abituato ad allenarmi solo con coetanei, quindi questa esperienza è una piacevole novità. Ci sono tanti giocatori forti, vorrei avere per esempio l’esperienza di Annibaldi o la visione di gioco di Bernardini o ancora la tecnica di Bertino, ma in realtà tutti hanno caratteristiche che mi hanno impressionato e che mi piacerebbe far mie, l’elenco sarebbe lungo non voglio fare torti a nessuno! Anche qui la speranza è di qualificarci ai playoff e magari chissà fare pure strada, ci sta anche qualche scommessa in ballo nello spogliatoio, ma meglio non dirla! Speriamo che possa riuscire ad esordire, certo che con una delle migliori difese del campionato e con giocatori così forti ed esperti, sarà difficile trovare spazio, ma ci voglio sperare!”.