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Tabarez nuovo acquisto, torna Frellicca

Primi giorni di luglio frenetici per il mercato dell’Orvietana. Dopo l’ingaggio di Regis ecco il centrocampista argentino e il ritorno di Lorenzo Frellicca.

(nella foto da sinistra Lorenzo Frellicca con il ds Francesco Iaccarino, nel riquadro a destra Ignacio Tabarez)

L’Orvietana Calcio è lieta di annunciare che il centrocampista Ignacio Tabarez è ufficialmente un giocatore biancorosso. Argentino, classe 1992, regista mancino, dopo un avvio di carriera con il Douglas Haig, Csd la Emilia e Atletico Uruguay, debutta in Italia nel 2017 con il Notaresco, per poi trasferirsi in Sardegna, dove gioca con Calangianus, Orrolese e Tonara.

Un altro annuncio riguarda un gradito ritorno: dopo una stagione lontano dal Muzi, dettata da motivi di studio, l’Orvietana Calcio dà il bentornato a Lorenzo Frellicca, che la prossima stagione tornerà a correre sulla fascia, di fronte ai suoi tifosi.

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Lorenzo Regis: “Qua ci sta ambizione, mi sono convinto subito”. Confermato Colangelo.

Attaccante romano di 1 metro e 93 centimetri, classe 1989, un carriera con oltre 120 gol, ultima stagione in eccellenza laziale con la maglia del Villalba Ocres.

Altro colpo messo a segno dal ds Iaccarino, si tratta di Lorenzo Regis (nella foto di apertura insieme al direttore sportivo),  punta centrale che vanta diverse esperienze in Serie D: in toscana (Ghivizzano), Sardegna (San Teodoro) e ovviamente nella sua regione ad Anzio. Quindi in Eccellenza prima all’UniPomezia quindi da ultimo con il Villalba. I tanti gol messi a segno lo portarono anche sotto l’attenzione dei professionisti, tanto da collezionare qualche presenza in Serie C con l’Ancona.

Queste le parole dell’attaccante appena arrivato ad Orvieto:

“Sono stato contattato dal Direttore Sportivo Francesco Iaccarino circa due settimane fa, mi ha parlato e raccontato di Orvieto città e squadra ed è bastato poco per trovare un accordo. Orvieto è una piazza importante che merita palcoscenici diversi dall’Eccellenza. La storia della società e le ambizioni che ha il presidente e tutto lo staff sono stati il fattore più importante per convincermi a sposare il progetto. Tenteremo di far bene far divertire i tifosi e rendere la stagione dell’Orvietana il più speciale possibile”.

Intanto la società comunica anche la conferma del centrocampista Jacopo Colangelo (nella foto in basso), che segue quelle di Cotigni, Bianco, Lanzi ed Annibaldi.

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Daniele Schiavon primo acquisto. Definito lo staff di Ciccone.

Difensore centrale classe 1995, ex Paganese (C1) e Trastevere, da ultimo ha vinto campionato e coppa con W3 Roma.

E’ arrivato il primo colpo di mercato targato Francesco Iaccarino.

Si tratta di Daniele Schiavon (nella foto), che ha contribuito alla promozione in Eccellenza del W3 Roma (primo in classifica al momento della sospensione del campionato) e alla vittoria della coppa di categoria. Ma Schiavon ha importanti esperienze anche in C1 (Paganese), quindi campionato vinto con il Trastevere in Eccellenza ed altre esperienze “romane” con Cynthia e Lupa Roma.

Nell’ottica di dare a Ciccone almeno un giocatore importante per reparto, ecco che si è iniziato dal difensore centrale, il direttore sportivo è pronto a chiudere altri colpi nella prossima settimana.

Intanto è stato definito lo staff che accompagnerà Ciccone:

Allenatore in seconda: Giacomo Nevi.

Preparatore atletico: Alessio Stocchetti.

Preparatore dei portieri: Vasco di Domenico.

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Attività completa per tutte le giovanili e la scuola calcio

A pieno regime, nel rispetto delle normative, tutti i giorni fino al 17 luglio.

Proseguono senza sosta gli allenamenti dei giovani biancorossi. Dai classe 2002 ai più piccoli della scuola calcio (2013), nel pieno rispetto delle normative. Il tutto sotto gli occhi di Francesco Iaccarino, che oltre ad essere ds della prima squadra, è responsabile tecnico del settore giovanile agonistico, e di Gianfranco Ciccone appena nominato tecnico della prima squadra. (nella foto i due con alle spalle gli Allievi regionali in allenamento).

In attesa che vengano riconfermati o rinnovati gli staff tecnici di tutta la cantera (per ora ci sta la “promozione” di Andrea Valterio ad allenatore degli Allievi), l’attività sportiva non si ferma, anzi proseguirà con continuità fino al 17 luglio.

Ciccone e Iaccarino seguono da vicino, ma pensano anche alla costruzione della prima squadra. Già annunciati i ritorni dei portieri Enrico Sganappa e Riccardo Perquoti, si sta lavorando per la conferma di qualche pezzo pregiato della rosa dello scorso anno, non è escluso anche qualche ulteriore graditissimo ritorno di protagonisti orvietani. I due lavorano anche sulla scelta dei giovani da portare in preparazione e alla ricerca delle novità che potrebbero riguardare i ruoli più di peso, come quello dell’attaccante centrale e non solo.

Ma le sorprese potrebbero non finire, d’altronde ci sarà tempo per l’inizio della stagione agonistica (prima squadra, Juniores, Allievi e Giovanissimi): forse bisognerà attendere almeno un paio di mesi in più rispetto all’abitudine di iniziare a fine agosto.

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Gianfranco Ciccone nuovo allenatore della prima squadra, Francesco Iaccarino nuovo direttore sportivo

COMUNICATO STAMPA

L’Orvietana Calcio dà ufficialmente il benvenuto al nuovo direttore sportivo Francesco Iaccarino, inoltre  conferma l’accordo, per la guida tecnica della prima squadra, con Gianfranco Ciccone. Confermato anche Vasco di Domenico, preparatore dei portieri nello  staff tecnico di Ciccone.

Un grosso in bocca al lupo e buon lavoro.

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Anche Fiorucci ai saluti, da ottobre 2018 due stagioni vissute intensamente

E’ destino che il Tamba non riesca a completare una stagione intera ad Orvieto. Chiamato le prime due volte, una decina di anni fa, nelle ultime giornate per salvare la squadra, arrivato l’annata scorsa ad ottobre, dopo le prime 5 giornate targate Zampagna, questa volta nulla poteva far pensare che finalmente Silvano avesse potuto completare tutte le caselle di una intera stagione sulla panchina dell’Orvietana. Invece qualcosa di imponderabile ha fatto chiudere anticipatamente l’annata calcistica.

Per Fiorucci, tra il campionato 2018/19 e l’attuale si contano quindi 48 panchine consecutive con 16 vittorie, 23 pareggi e appena 9 sconfitte nell’arco dei due tornei, la prima delle quali nemmeno andrebbe contata vista la condizione della squadra appena ereditata. Numeri che hanno fruttato un sesto e un quarto posto, a cui si aggiunga anche una semifinale di Coppa Italia quest’anno.

Silvano Fiorucci, ha deciso quindi di lasciare l’Orvietana. Di seguito il comunicato della società, quindi l’intervista che Silvano ha voluto lasciare al sito ufficiale dell’Orvietana calcio:

COMUNICA STAMPA ORVIETANA CALCIO: Il presidente Roberto Biagioli e tutta l’Orvietana Calcio salutano mister Silvano Fiorucci, uomo, amico e mister come pochi.
Le nostre strade si dividono dopo 2 anni, al termine di una stagione che siamo certi ci avrebbe regalato grosse soddisfazioni. Lo stop causato dal Covid, imprevisto e imprevedibile, ci lascia con l’amaro in bocca. Ci sarebbe piaciuto ripartire insieme, ma siamo consci che le crisi che ci ha colpito tutti ridimensionerà gli obbiettivi per la prossima stagione.
Esempio di correttezza, competenza e professionalità, auguriamo tutto il meglio a mister Fiorucci, per il proseguio della sua carriera.

Le parole di Silvano Fiorucci:

Era una decisione che avevo in mente anche prima di questa situazione, magari avrei atteso l’esito del campionato, chissà che un finale di stagione importante non mi avesse fatto ripensare. Ma dopo lo stop imposto, ho fatto questa scelta, anche perché non sappiamo come si ripartirà ed è giusto quindi che il presidente Biagioli, come tutti i suoi colleghi, abbia mani libere per organizzare la prossima stagione già da ora”.

E’ un peccato che la stagione si sia interrotta sul più bello, avevamo appena vinto contro una delle squadre più forti e ci aspettava la sfida alla capolista, che già avevamo battuto all’andata, chissà se la nostra classifica finale non sarebbe stata migliore dell’attuale quarto posto. E’ proprio destino che ad Orvieto non si riesca a fare una stagione intera, d’altronde l’unico anno, tra gli ultimi, che sono riuscito a stare su una panchina per tutto il campionato è stato a Sansepolcro, quando portai proprio da Orvieto Rovella e Fenucci

Ora bisogna pensare alla salute, è difficile capire cosa accadrà al calcio, non sappiamo nemmeno cosa accadrà nella vita, sarà un’altra vita, non siamo abituati. Ci sono persone che hanno grossi problemi economici, speriamo che si arrivi ad aiutarli altrimenti si rischiano tensioni sociali, poi penseremo anche al calcio. Temo che sia molto difficile ripartire in autunno, forse i dilettanti li rivedremo in campo a gennaio 2021. I giovani poi rischiano che nemmeno possano andare a scuola, quindi che facciamo? Consentiamo loro invece di giocare? non so chi si sentirebbe sicuro. Quando si ricomincerà le società che avranno un vero vantaggio saranno quelle che hanno un forte settore giovanile con tanti elementi del posto. Ci sta il rischio che chiedano ai ragazzi di spogliarsi e prepararsi a casa. Per il resto si parla tanto di aiuti ai dilettanti, ma io ancora non li vedo, se non ci saranno iscrizioni e cartellini gratuiti non so quante società potranno partire”.

E’ la quarta volta che sono ai saluti ad Orvieto e quindi saranno già tutti abituati ai miei ringraziamenti, ma devo ripeterli perché sono meritati e da parte mia sono molto sentiti. L’elenco è lungo dal presidente, all’amministratrice, ai dirigenti della società, passando per i vari ds che si sono succeduti. Il personale che ogni domenica era presente in panchina, chi mi ha accolto in Hotel. Quindi i volontari che operano a tutti i livelli, i tecnici del settore giovanile, l’elenco è lungo non vorrei dimenticare nessuno. Un grazie ai tifosi che ci hanno seguito, alla stampa e alle tante persone conosciute che mi hanno fatto sentire sempre bene a Orvieto”.

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L’Orvietana e Severino Capretti si scambiano “un arrivederci”.

Il comunicato della società e le parole del DS dopo la sofferta decisione.

“L’Orvietana Calcio, a malincuore, saluta e ringrazia il direttore sportivo Severino Capretti, che per questioni personali legate alla gestione dell’attività di famiglia, si vede costretto a riavvicinarsi a casa. Ringraziandolo per la serietà, la correttezza e per quanto di bello siamo riusciti a fare insieme, il presidente Roberto Biagioli e tutto lo staff dell’Orvietana gli fa il più grosso in bocca al lupo per la prossima stagione sui campi laziali, augurando a lui e a noi che questo sia un arrivederci”.

Severino Capretti tiene a ribadire le motivazioni che lo hanno portato a questa scelta:

Voglio ringraziare tutte le persone e i componenti dell’Orvietana, i tifosi, la città, le istituzioni, le testate giornalistiche per quello che abbiamo condiviso insieme. Ci sono stati momenti più o meno facili, ma quello che è più importante oggi è che l’Orvietana, al momento della chiusura forzata, è risultata 4° in classifica, in zona playoff, con numeri importanti, con una semifinale di coppa dove siamo usciti contro chi poi ha vinto il trofeo”.

“E’ stata una stagione ricca di soddisfazioni soprattutto contro le grandi, la capolista ha perso ad Orvieto, anche nell’ultima gara giocata abbiamo battuto davanti al nostro pubblico una delle favorite, il Sansepolcro, e lo abbiamo fatto con merito. Lascio un lavoro importante portato avanti con i tecnici Fiorucci e Ciccone, con i preparatori Massetti e Di Domenico, con il professor Cappelleti, i fisioterapisti Giorgi e De Bellis, uno staff eccezionale che ha sempre venduto cara la pelle per tirare fuori il massimo. Dispiace non aver portato a termine la stagione, che avrebbe potuto regalarci altre gioie, ma nessuno poteva immaginare quanto poi accaduto, una situazione che comporterà problemi economici e anche logistici, basti solo pensare che siamo ancora chiusi nelle nostre regioni”.

“Bisogna quindi riflettere e fermarsi un attimo, lo fanno le società, come le aziende, che devono rivedere i budget, lo facciamo anche noi operatori che dobbiamo pensare alle nostre famiglie. Personalmente ho ricevuto richieste da parte di società di Eccellenza logisticamente favorevoli al mio luogo di residenza, società che peraltro stimo e conosco e che vogliono disputare campionati interessanti. Sono sicuro che questo accadrà anche ad Orvieto perché il presidente Biagioli, tra un mese sarà pronto a riorganizzare la stagione futura, anche se ancora non sappiamo quando e come inizierà. Il mio numero sarà sempre disponibile per l’Orvietana, per il presidente Biagioli, per Massimo Porcari, per tutti quanti lo vorranno”.

“La società ha scritto che questo è un arrivederci, mi lusinga e mi fa piacere e come ho detto a molte persone di Orvieto è un arrivederci anche da parte mia, speriamo che un giorno si possa continuare quello che avevamo cominciato la scorsa estate. Il mio ringraziamento va a tutti, anche a quelli che hanno lavorato nell’ombra, ma sempre intensamente, come autisti, cuochi, accompagnatori e il personale che ci ha sempre fatto trovare tutto pronto. Ringrazio la segreteria e non per ultimo Massimo Pace perché è sempre riuscito a risolvere qualsiasi problematica logistica per ogni allenamento. Credo che questa grande stagione resterà nella nostre menti per tanti anni. Magari appena possibile ci rivedremo prestissimo a Orvieto anche per un aperitivo visto che sono mesi che non ci rincontriamo!”

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Severino Capretti e l’Orvietana al tempo della Quarantena: “Prima la salute, non so se sia giusto ripartire, ma dobbiamo in caso farci trovare pronti”.

Con la premessa che nessuno dimentica la gravità del momento che stiamo vivendo e quanto i comportamenti corretti di ogni singolo individuo siano importanti per ridurre i danni e per sperare che questa situazione duri il minor tempo possibile, proviamo a capire come si sta muovendo l’Orvietana calcio ormai ferma da quella vittoria interna contro il Sansepolcro del 23 febbraio. Ne parliamo con il direttore sportivo Severino Capretti.

Ma insomma voi addetti ai lavori qualche indiscrezione la avete avuta o dalla Lega Dilettanti ancora tutto tace?

“E’ tutto fermo, ad oggi c’è la sospensione alle attività fino al 13 aprile, ma a parer mio lo stop alle attività sarà ulteriormente prolungato. In questo momento non vedo spiragli di grande miglioramento nei numeri covid 19”.

Mettere tutti d’accordo non sarà facile, ci sono posizioni opposte tra chi già vorrebbe pensare alla prossima stagione e considerare ormai annullata questa e chi spera di tornare a giocare per finire i campionati ed emettere i verdettI.

“Credo che la priorità sarà quella di ripartire a livello di vita e di conseguenza con le aziende, le industrie che poi sono i maggiori finanziatori nel calcio. Ma per far questo il covid 19 va sconfitto, ripartire per poi dover ribloccare tutto non ha senso e creerebbe danni irreparabili. Oggi come non mai bisogna vivere alla giornata, migliorare la nostra cultura personale e stare a casa. Poi quando ci saranno le condizioni per ripartire, ci sono gli organi preposti che decideranno. Noi addetti ai lavori, invece di dire la nostra tanto per dire, credo dobbiamo curare la nostra squadra, mantenere il gruppo con la spia accesa. Mi sento solo di dire che oggi chi vuol ripartire ad ogni costo, non ha grande rispetto per tutti quei morti, per medici, infermieri, forze dell’ordine e commessi di supermercati che sono in servizio in un momento così delicato”.

Anche perché ripartire ad ogni costo significa mettere a rischio la salute, se si dovesse ripartire a porte chiuse è come se passasse il messaggio: c’è pericolo per il pubblico, ma non per chi va in campo o si allena.

“Infatti non ha senso. Con la salute non si può rischiare. Credo che si ripartirà solo quando ci saranno le condizioni, prima nessuno se ne prenderà la responsabilità. Anche per rispetto difronte al dolore di tutte quelle famiglie che hanno perso i propri cari”.

Per non parlare dei problemi come il limite 30 giugno, i fuoriquota. Poi come si riparte? Come si troveranno le risorse economiche per il calcio in questo momento?

“Le problematiche saranno molte, ma con il lavoro degli organi preposti si troverà una linea guida. Indubbiamente bisognerà aiutare le aziende e le società, noi non abbiamo tutele contrattuali, anche qui ora è uscito nel decreto il rimborso di 600 €. Insomma il calcio subirà un ridimensionamento. Sarà il momento dove le idee, il lavoro sul campo e di scouting, prevarrà sulle spese folli”.

Quasi una nuova era soprattutto per i dilettanti, ma saranno tutti d’accordo? ci sono società veramente dilettantistiche accanto a società semiprofessionistiche nello stesso campionato

“Credo che le società debbano avere buonsenso, allinearsi alle scelte della LND e poi costruire la propria ripartenza con grande serietà, nel rispetto di noi operatori e ognuna sceglierà il proprio metodo. Oggi è prematuro fare ipotesi”.

E intanto il gruppo dei calciatori come se la sta passando?

“I ragazzi si stanno allenando singolarmente, con la maggior parte di loro c è un filo diretto quotidiano, ci sentiamo con videochiamate. Dal lunedì al venerdì il mister la sera mette il programma di allenamento che il prof. Jacopo Cappelletti prepara. È nostro dovere finché non ci saranno direttive ufficiali, mantenere testa e gambe orientate al campionato. Per rispetto di una maglia che rappresentiamo”.

Al momento quindi l’obiettivo è non farsi trovare impreparati nel caso si dovesse ripartire, altro non si può fare…

“Assolutamente!! Poi noi dello staff cerchiamo sempre di aggiornarci, seguire lezioni telematiche, vedere partite, conoscere, informarsi. Proprio in questi giorni si scherzava col prof. Cappelletti, vedendo gli allenamenti atletici del prof. Carlos Lalin del Totthenam. Insomma siamo attenti a migliorarci”.

Inutile nascondere però che l’ipotesi più probabile è che non si riesca a ripartire a meno che non si giochi in piena estate, ma non so quanto avrebbe senso soprattutto tra i dilettanti, o no?

“Lo ho già ribadito, il campionato se riprenderà sarà comunque falsato. Dopo più di due mesi di stop, si parla di parametri azzerati. La classifica reale di questa stagione a mio modesto parere è questa attuale”.

Dalla società hai avuto qualche rassicurazione per questo finale di annata e per la prossima o inevitabilmente non si può fare alcun discorso, è ancora troppo presto?

“La società è presieduta da una persona di grande spessore professionale e morale, il presidente Biagioli segue l’evoluzione del momento e siamo in continuo contatto. Ma per quello che riguarda il futuro è presto per fare ipotesi”.

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L’Orvietana piange la scomparsa di Vittorio Michelangeli

Il presidente Roberto Biagioli, a nome di tutto il mondo biancorosso, si stringe attorno ai familiari di Vittorio Michelangeli, che per oltre 40 anni ha ricoperto il ruolo di segretario e, per un periodo, anche di amministratore dell’Orvietana calcio.

Scompare all’età di 82 anni un personaggio storico dell’Orvietana calcio. Vittorio Michelangeli, fin dal 1973 quando ha iniziato ad operare all’interno della società, ha sempre amato i colori biancorossi, ne è stato protagonista in prima persona anche nei momenti più difficili, con responsabilità e col suo modo di fare garbato e cordiale che tutti hanno sempre apprezzato.

Vittorio, vera memoria storica dell’Orvietana, sempre aperto ad ogni tipo di collaborazione, è stato prezioso in occasione del centenario della società, nel 2010, per redigere il libro della storia dei primi 100 anni biancorossi, scritto dal giornalista Gabriele Martelloni. Vittorio lascia un vuoto difficilmente colmabile. Lottava da anni contro una malattia.

Se n’è andato in silenzio, lontano dalla città che sentiva sua, distante dal piccolo mondo di amici e dall’Orvietana che, dopo la famiglia, ha sempre avuto un posto d’onore nella sua vita quotidiana. Vittorio Michelangeli è volato in cielo causa un male cattivo, meno misterioso del virus, che aveva condizionato la sua vita nell’ultimo periodo, trascorso vicino alla moglie Liliana, ai due figli, Alessandro e Maria Giulia, ai nipoti. Erano stati proprio Alessandro e Giulia a caldeggiare, qualche anno fa, il trasferimento dei genitori a Tarquinia, residenza di entrambi. Vittorio, per indole e amore verso i ragazzi non si era opposto. Aveva capito quanto fosse necessario, anche se, il suo cuore era rimasto a Orvieto. Dov’era nato, cresciuto con Mario Frustalupi e altri amici sul campo di Via Roma, già con i colori biancorossi impressi sulla pelle. Poi il lavoro nelle imprese impegnate a costruire strutture che avrebbero cambiato il volto e le abitudini delle nostre zone, prima di trovare la sistemazione definitiva nell’ente ospedaliero. Alla ASL aveva relazioni con il pubblico e un indice di gradimento superiore alla media per il modo in cui sapeva gestire i contatti. Per Vittorio questo  non era lavoro, soltanto  la maniera per esternare un’infinità bontà. Che l’ha sempre contraddistinto anche nella vita di tutti i giorni, con il volto sempre sorridente, le sue belle parole, senza mai dimenticare di portare il suo saluto a casa, per quelli che conosceva. Si arrabbiava soltanto la domenica, per i risultati avversi alla sua Orvietana, amata a tal punto da farne, quasi una ragione di vita. Con l’immancabile borsa, zeppa di cartellini, contratti, come pure di conti, era solito far visita ai vari Presidenti, pronti ad ascoltare anche i suoi consigli, disinteressati ma, comunque, diretti a tener lucida l’immagine del club biancorosso. Impeccabile nel ruolo di Segretario, custodiva gelosamente i trofei nella sede sociale, dov’era facile trovarlo tutte le sere, con la partita a biliardo insieme agli amici, prima di passare da Alvaro, in piazza del Popolo, a ritirare la pizza calda per Liliana e i ragazzi. La piazza era un altro dei punti d’incontro, per la chiacchierata con Fernando e Rosanna nella tabaccheria “Capretto” o ritrovarsi con Franco e Fernanda Gianlorenzi, amici da sempre, nel negozio di abbigliamento. Amici dimostratisi tali anche nell’ultimo periodo, con la rimpatriata a Vulci e le loro visite a Tarquinia. In tempi, abbastanza recenti, Vittorio inviò una cartolina illustrata alle persone che, forse, giudicava più affini, zeppa di cordialità. Probabilmente, un rimprovero garbato, per le telefonate sempre più rare. Un mezzo semplice, oggi inusuale, ma con un significato d’amicizia che porteremo sempre nel cuore. Addio Vittorio riposa in pace.

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Orvietana in lutto per la scomparsa dell’ex presidente Carloni

Con immensa tristezza il Presidente dell’Orvietana Calcio, Roberto Biagioli, congiuntamente ad atleti, tecnici e collaboratori della Società, ha appreso la notizia della scomparsa di Emidio Carloni.

Già Presidente dell’USO, in momenti diversi, come ad inizio anni 80, l’imprenditore, fondatore di un marchio famoso nei cinque continenti, aveva tradotto per lo sport le sue geniali intuizioni, il suo modo sul come gestire una Società sportiva con metodi aziendali. Sua la prefazione nel libro che ricorda i primi 75 anni della storia biancorossa nella quale avevano trovato il giusto spazio anche altre discipline e non solo il calcio. Lo ricordiamo sponsor nel basket, lo rammentiamo spettatore sugli spalti del Muzi ancora per tanto tempo dopo l’uscita dai quadri dirigenziali.
Alla sua famiglia vanno le condoglianze del Presidente e di tutti coloro che, nel corso degli anni, ebbero l’opportunità di collaborare con lui.