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L’Orvietana piange la scomparsa di Vittorio Michelangeli

Il presidente Roberto Biagioli, a nome di tutto il mondo biancorosso, si stringe attorno ai familiari di Vittorio Michelangeli, che per oltre 40 anni ha ricoperto il ruolo di segretario e, per un periodo, anche di amministratore dell’Orvietana calcio.

Scompare all’età di 82 anni un personaggio storico dell’Orvietana calcio. Vittorio Michelangeli, fin dal 1973 quando ha iniziato ad operare all’interno della società, ha sempre amato i colori biancorossi, ne è stato protagonista in prima persona anche nei momenti più difficili, con responsabilità e col suo modo di fare garbato e cordiale che tutti hanno sempre apprezzato.

Vittorio, vera memoria storica dell’Orvietana, sempre aperto ad ogni tipo di collaborazione, è stato prezioso in occasione del centenario della società, nel 2010, per redigere il libro della storia dei primi 100 anni biancorossi, scritto dal giornalista Gabriele Martelloni. Vittorio lascia un vuoto difficilmente colmabile. Lottava da anni contro una malattia.

Se n’è andato in silenzio, lontano dalla città che sentiva sua, distante dal piccolo mondo di amici e dall’Orvietana che, dopo la famiglia, ha sempre avuto un posto d’onore nella sua vita quotidiana. Vittorio Michelangeli è volato in cielo causa un male cattivo, meno misterioso del virus, che aveva condizionato la sua vita nell’ultimo periodo, trascorso vicino alla moglie Liliana, ai due figli, Alessandro e Maria Giulia, ai nipoti. Erano stati proprio Alessandro e Giulia a caldeggiare, qualche anno fa, il trasferimento dei genitori a Tarquinia, residenza di entrambi. Vittorio, per indole e amore verso i ragazzi non si era opposto. Aveva capito quanto fosse necessario, anche se, il suo cuore era rimasto a Orvieto. Dov’era nato, cresciuto con Mario Frustalupi e altri amici sul campo di Via Roma, già con i colori biancorossi impressi sulla pelle. Poi il lavoro nelle imprese impegnate a costruire strutture che avrebbero cambiato il volto e le abitudini delle nostre zone, prima di trovare la sistemazione definitiva nell’ente ospedaliero. Alla ASL aveva relazioni con il pubblico e un indice di gradimento superiore alla media per il modo in cui sapeva gestire i contatti. Per Vittorio questo  non era lavoro, soltanto  la maniera per esternare un’infinità bontà. Che l’ha sempre contraddistinto anche nella vita di tutti i giorni, con il volto sempre sorridente, le sue belle parole, senza mai dimenticare di portare il suo saluto a casa, per quelli che conosceva. Si arrabbiava soltanto la domenica, per i risultati avversi alla sua Orvietana, amata a tal punto da farne, quasi una ragione di vita. Con l’immancabile borsa, zeppa di cartellini, contratti, come pure di conti, era solito far visita ai vari Presidenti, pronti ad ascoltare anche i suoi consigli, disinteressati ma, comunque, diretti a tener lucida l’immagine del club biancorosso. Impeccabile nel ruolo di Segretario, custodiva gelosamente i trofei nella sede sociale, dov’era facile trovarlo tutte le sere, con la partita a biliardo insieme agli amici, prima di passare da Alvaro, in piazza del Popolo, a ritirare la pizza calda per Liliana e i ragazzi. La piazza era un altro dei punti d’incontro, per la chiacchierata con Fernando e Rosanna nella tabaccheria “Capretto” o ritrovarsi con Franco e Fernanda Gianlorenzi, amici da sempre, nel negozio di abbigliamento. Amici dimostratisi tali anche nell’ultimo periodo, con la rimpatriata a Vulci e le loro visite a Tarquinia. In tempi, abbastanza recenti, Vittorio inviò una cartolina illustrata alle persone che, forse, giudicava più affini, zeppa di cordialità. Probabilmente, un rimprovero garbato, per le telefonate sempre più rare. Un mezzo semplice, oggi inusuale, ma con un significato d’amicizia che porteremo sempre nel cuore. Addio Vittorio riposa in pace.

One thought on “L’Orvietana piange la scomparsa di Vittorio Michelangeli

  1. Carissimo Vittorio,
    in questi giorni così difficili, in cui vi è un susseguirsi di numeri e momenti negativi dovuti alle circostanze del momento, leggere la notizia della tua scomparsa mi ha rattristato ancor di più . Ma subito dopo, sono rifioriti nella mente tanti bei ricordi di te, di una persona speciale d’altri tempi, buona, rispettosa dei rapporti personali, che con grande semplicità e entusiasmo trasmettevi ai più giovani, l’allegria, la serietà e la gran simpatia.
    Il tuo sorriso era contagioso e i tuoi occhi sempre sorridenti.
    Innamorato dell’Orvietana e di Orvieto e di tutti i suoi personaggi. Nell’anno in cui ebbi l’organizzazione diretta del torneo Mario Frustalupi, passammo interi pomeriggi e qualche cena a parlar di calcio e dell’Orvietana. Ci fu l’intitolazione del piazzale a Mario Frustalupi, al vecchio campo sportivo di Via Roma e in quell’occasione, mi hai raccontato innumerevoli aneddoti sportivi di dirigenti, giocatori e tifosi dell’Orvietana, eri un fiume in piena, una bellezza sentirti parlare, traspariva e si respirava la tua passione e l’amore per la maglia biancorossa.
    Tanti bellissimi ricordi, che rimangono e nessuno li potrà cancellare, essi sono il tramite da questa vita e l’eternità che ci aspetta tutti.
    Con molto dispiacere, per le limitazioni di questi giorni, non avrò la possibilità di salutarti, ma sicuramente sarai tra le persone a me più care che ricorderò con una preghiera ogni sera prima di addormentarmi.
    Grazie Vittorio, un abbraccio grande, riposa in pace.
    Vito Piscopiello

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