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L’intervista della settimana: Jacopo Colangelo

Il centrocampista racconta la sua esperienza in biancorosso e si dichiara pronto allo sprint finale.

Arrivato a campionato appena iniziato, Jacopo Colangelo ha trovato spazio nell’affollato centrocampo dell’Orvietana, dove la concorrenza è tanta. Ora è il momento decisivo del campionato, pronto allo sprint finale?

“Siamo tutti pronti anche perché ci presentiamo a questo sprint finale in buona posizione. A centrocampo c’è sana competizione, posso dire, senza voler sembrare immodesto, che il nostro è uno dei reparti migliori del campionato ed è un privilegio farne parte. Ovvio che si fa presto a giudicare il miglior attacco e la miglior difesa, perché tutti possono leggere i numeri dei gol fatti e subiti, mentre non ci sta un parametro che possa certificare il valore di un centrocampo, ma vedendo i giocatori che ho attorno posso garantirvi che è proprio stimolante giocare qui”.

Esperienze nei vari campionati umbri, anche un anno nel Lazio e poi quell’avventura in Inghilterra, raccontaci un po’ tutte le tappe che ti hanno formato

“Ho iniziato nel settore giovanile della Ternana, dove mi sono trovato benissimo, a 17 anni ho avuto la mia prima esperienza in Eccellenza con Cavalli al GM10, quindi dopo la breve parentesi di Massa Martana, sono stato protagonista del reality show in Inghilterra che ho anche vinto con la maglia del Leyton Orient. Purtroppo le cose non si sono evolute come si sperava, ma quei mesi di calcio in Inghilterra, sotto i riflettori della TV, sono stati un’esperienza incredibile per me. Quindi ho giocato nel Lazio, insieme a Peppe Danieli e infine lo scorso anno a Spoleto, ma l’Eccellenza della passata stagione non era così competitiva come questa”.

E qui ad Orvieto che tassello stai mettendo alla tua carriera?

“Grazie a Fiorucci e Ciccone sono riuscito a migliorare tanto nella visione di gioco, ero un calciatore che guardava solo avanti, ora invece mi sono aperto ad una visione di gioco più ampia, cosa che molti in passato mi provavano a insegnare, ma mai come quest’anno sono riuscito a mettere in pratica. Io posso giocare esterno di centrocampo, sia a destra che a sinistra, anche se il mio ruolo preferito sarebbe il trequartista”.

Gli ultimi risultati hanno portato la squadra al 4° posto non distante dalla vetta, all’interno dello spogliatoio cosa si dice? Gli occhi dove sono puntati?

“Vogliamo restare tra le prime cinque, per cui dobbiamo fare attenzione alle squadre immediatamente dietro a noi che sono forti e vicine, ma inevitabile che ci viene voglia di guardare anche davanti. Sarà una bella lotta ogni domenica, ma siamo tutti uniti nel remare dalla stessa parte per rimanere nei playoff”.

Ora arriva la classica partita trappola: contro l’ultima in classifica, che a giudicare dai soli 8 punti in 21 partite sembrerebbe una formalità, mentre a leggere in nomi in rosa dell’Ellera ci si stupisce per il loro rendimento.

“Hanno una rosa che non riesce a spiegare i pochi punti in classifica che hanno ottenuto, credo che per loro sarà una sorta di ultima spiaggia e ci attende una gara difficilissima, una battaglia dove non conterà solo la tecnica, ma siamo pronti, sappiamo che ci attendono 9 partite dure, ma stimolanti”.

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